Analisi degli effetti dell'aumento dei tassi BCE sulle aziende italiane: rallentamento economico, inflazione energetica e opportunità del Supply Chain Finance come strumento di liquidità alternativa in tempi di incertezza.
Dopo il recupero della prima metà del 2022, i dati recenti indicano per l'area dell'euro un considerevole rallentamento dell'economia, che dovrebbe ristagnare nel prosieguo dell'anno e nel primo trimestre del 2023. I prezzi elevati dell'energia riducono il potere d'acquisto e i colli di bottiglia sul lato dell'offerta continuano a ostacolare l'attività economica.
La risposta della BCE
La Banca Centrale Europea ha annunciato un rialzo dei tassi di 75 punti base — il più grande dalla creazione dell'euro. A luglio era già avvenuto un aumento di 50 punti base dopo 11 anni a zero. I tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, marginali e sui depositi sono stati portati rispettivamente all'1,25%, 1,50% e 0,75%.
+75bpRialzo tassi BCE (il più grande dalla creazione dell'euro)
1,25%Tasso rifinanziamento principale
1,50%Tasso marginale
0,75%Tasso depositi
Il ruolo del Supply Chain Finance
Come avvenuto durante la pandemia, le soluzioni di Supply Chain Finance assumono un'importanza strategica quando le istituzioni finanziarie non riescono a garantire stabilità a lungo termine. Strumenti come il Dynamic Discounting permettono di incassare le fatture anticipatamente a condizioni favorevoli e stabili. La resilienza della supply chain dipende dalla fiducia reciproca e dalla capacità di utilizzare attivamente i programmi SCF.